E se la mia Musa mi svegliasse e mi dicesse che la Fortuna non può essere ricercata per sé... ma che essa è un vento che decide dove andare?...
Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana; gira e rigira e sopra i suoi giri il vento ritorna". (Qo 1, 6)
Essa è come una tromba d'aria... non puoi trovarti dove essa è a tua volontà... solo lei decide, solo lei può sollevarti.
Se cerchi di trovarla, la Fortuna fuggirà... Lei, figlia di Mercurio e Venere (ovvero la Vita e i suoi Corpi conduttori), passa dove vuole, in minore o maggiore quantità e in accordo con la tua capacità di lasciarti attraversare o condensarla.
E' forse il nostro "campo magnetico", molto prima della nostra coscienza ad entrare in gioco.
O meglio, il segreto pulviscolo che si condensa nelle coscienze a determinare l'incrocio tra la Fortuna e la nostra vita.

Così occorrerebbe rinunziare ad essere Persona, maschera di sé... riuscire a lasciare questa dimensione anche per un solo incommensurabile istante e affidarsi al vento stellare che ci attraversa segretamente...
Quello accanto, per esempio, è il vento nebuloso di Orione... Quale probabilità vi è di catturare la polvere di quelle strie azzurrine e violette in un oceano di niente?
Eppure gli invisibili venti stellari ci attraversano costantemente... noi stessi, abbandonata la Persona, siamo quel cosmo nebuloso... E siamo lo sguardo degli egiziani, nelle notti del deserto, che puntava, inconsapevole e affascinato, proprio verso quella culla di stelle nascenti.
Le nostre aurore boreali danzano al plenilunio. In attesa di un refolo di Fortuna... senza cornucopia di Amaltea, senza la corona di mura di Tyche, senza la benda... giusto il vento di Iside pelagia o di Venere marina.
Né la muove la meccanica ruota dei Tarocchi, azionata da scimmiette...
I mondi alati (vedi illustrazione) la recano... quel che noi segretamente siamo, condensando in vita della polvere di stelle.
E così, ritrovando la rotta stellare tra la gente e perdendo la propria avidità, può capitare anche di trovare delle banconote per terra...
Buona Fortuna!
PS: Chiudi gli occhi, condensa la polvere di proiezione e gettala in terra...

Razza di idioti, ma lo volete capire
che siamo in guerra in Afghanistan?
Che i soldati italiani sparano contro gruppi di "insorti",
come dice l'Ansa,
con un linguaggio da dipaccio fascista,
per presidiare immensi campi d'oppio
(non si sa bene con quale finalità),
occupando un territorio straniero?
Ma lo volete capire che Travaglio ha radici culturali
di estrema destra (leggi Massimo Fini, Alain de Benoist)?
che Grillo osa suggerire un golpe militare
col plauso generale dei suoi seguaci
che commentano sbavando oscenità da giustizia sommaria?
Che dunque anche chi è considerato un oppositore
di questo regime
è ancora peggio della corruzione comica che c'è oggi?
Che le ronde non sono uno scherzo padano,
ma che, se verrà il peggio, diventeranno in un attimo
"squadracce"?
Che siamo diventati tutti fascisti senza accorgercene?
Nel silenzio colpevole di una sinistra incapace o connivente,
divenuta impopolare col suo europeismo insensato
e la sua corruzione capillare...
Dis-credito su tutto. Non foraggiate questo schifo.

Da un mio commento al post "L'altro sapere" di Valter Binaghi:
Mi capita spesso ultimamente di usare la metafora dell’arco (o della folgore) per descrivere la “banale” preveggenza quotidiana (breccia spazio-temporale, apollinea, come la chiami tu), propria anche dei gatti, per esempio. Non è soprendente come sappiano già dove e come si collocheranno dopo alcuni balzi rapidissimi?
Noi non siamo da meno… dopo che un’interlocutore scambia poche battute, spesso capiamo (di -getto, non per prevenzione, si spera) dove vuole andare a parare, prima ancora che si entri nel merito di un qualsivoglia argomento o di complicate discussioni. Basta vedere i concetti come luoghi e il pensiero come un movimento, per andare a “segno”…
Questo io lo chiamo il -getto. In luogo del sog-getto. La freccia scagliata dal “fuori-di-sé” verso l’io. Divenuto una specie di S. Sebastiano…

O come dico qui, a proposito dello "spazio embolico":
"Io" non è uno spazio chiuso. E' un fuori "gettato dentro".
O qui:
Il pensiero colpisce il bersaglio prima ancora di scoccare la freccia.
Bella lezione quella di Carlo Sini su "La différance" di Derrrida, definita "magistrale" da Arcoiris TV... Ma resto perplesso sulla premessa di tutto questo discorso, ovvero sulla logica "differenziale" del significante (come del significato). Credo vi possa essere un'affermazione positiva invece (un legame che non sia "logos", che sia pre-verbale, che sia esperienza, vivacità di una periferia senza centro, centri-fuga)... e debba essere cercata in ogni cosa. Come un bersaglio, un a-venire dell'e-vento e un andare a "segno". Un "fuori luogo" che abbia luogo, (contro ogni congiura del soggetto universale). Una dialettica che si estingua in una dicotomia paradossale e ancora impensata: regola/eccezione.
Invece ci si intestardisce nella supremazia del catalogo, del super-market, della griglia, prima dell'ente... Il colore rosso non è tale perché differente dagli altri colori. Io credo che basti infilare una serie di risposte positive perché il colore rosso divenga qualità di alcuni enti messi in relazione di somiglianza (e questo vale per qualsiasi ente, concetto o parola). Prima del logos e di qualunque catalogazione o griglia. Gli occhi lo sanno con una sapienza che, come dicevo, va sempre a "segno". La logica differenziale arriva in ritardo colpevole rispetto a questo gesto, a questo movimento brusco, che anticipa tutto, sorprendendoci (si fa per dire... siamo del tutto assuefatti a certe sorprese), come sempre, con animale discrezione... "Questo è rosso, quest'altro è rosso... anche questo è rosso". Il pensiero è sempre un gesto e un movimento con una sua realtà. Non vi è un'idea. La mappa delle idee cambia a seconda delle estremità tentacolari o delle vibrazioni che lentamente o velocemente brancolano in periferia, scagliando dardi continuamente verso il presunto centro, ripetendo costantemente che il centro è definito solo dal movimento periferico; non si definisce da sé, per sé o in sé (neanche con il trucco - la contabilità truccata delle lettere - della "différance").
Derrida appare sempre più chiaramente, ai nostri occhi, come il latore di una ideologia politica che fa il paio (malgrado le sue intenzioni) col "monetarismo", con la critica e dissoluzione del valore-oro, che egli traduce in una critica della sostanza del concetto, della parola piena dell'essere. Il suo commercio porta a filosofare senza fine (come l'economia mercatista contratta senza fine e senza o contro la "realtà")... rinviando in eterno la auspicabile ed evocata (da lui stesso) "fine della filosofia".
A nostro avviso la filosofia occidentale ha terminato il suo compito. E ora che diventi altro, che accetti un paradigma diverso e che dischiuda la parola finale e paradossalmente conservatrice di Derrida, il suo "non c'è alcun fuori".
Certo che c'è un fuori, amici cari... Basta alzarsi, proprio ora, lasciare questo schermo, e fare una passeggiata poco o nient'affatto filosofica... Sono sicuro che saprete dove andare sia senza concetto, che senza gioco delle differenze. Esattamente come qualsiasi gatto...
L'intelligenza animale spesso supera quella dei più quotati filosofi.
"Se Dio esistesse,
comunque non saprebbe
di essere Dio...
né avrebbe potere alcuno"
(da "Dell'onniscienza e dell'onnipotenza lacunose" di Valerio Mele)
...come la democrazia rappresentativa in Italia... Io, nella cabina elettorale mi sono comportato come ad una gara all'ippodromo, puntando tutto su un brocco, evidentemente. Ma sono le regole ad essere truccate per far vincere il nostro "simpaticissimo" porno-duce. Questa dannata soglia di sbarramento al 4% ha fatto fuori la volontà (anche se si tratta di una volontà per interposta persona o "listona") di 6 milioni di italiani! Tale è la cifra che si ottiene sommando i voti di "Sinistra e Libertà", di Rifondazione e dei Radicali... Si arriva ad un 9% (3,1% + 3,4% + 2,4%). Una falcidie di individui e cittadini, precipitati nella gheenna extraparlamentare. Un'ignominia anti-democratica senza alcun rispetto delle "minoranze"... Ripeto, stiamo parlando di 6 milioni di persone... che se riempissero le piazze basterebbero per un paio di rivoluzioni! I dirigenti dei partiti su citati non sono all'altezza di praticare una strategia politica vincente, irrispettosi delle differenze interne (proprio loro che si riempiono la bocca con la "differenza", contrapposta all'identitarismo), irrigiditi su posizioni pretestuose e masochiste. Non so chi è più colpevole: se la "sinistra" (mi vien da pensare ad una sinistra fantoccio comprata dai padroni o dal padrone) o l'attuale destra paranoide (che incorpora nei suoi piani di egemonia monopolista anche la sua opposizione più estrema...). Io non sono borghese e qualunquista, stile "né destra, né sinistra"... Per me la destra c'è eccome ed è sempre quella... l'ideologia che fotte il carattere e le tasche del popolo beota col culto della personalità. E gli orifizi delle donne che non godono più, ma assecondano grotteschi maschioni deficienti quando va bene o cedono a stupratori ciechi come il loro potere di impotenti quando va male. Pornhub insegna... Qui si viene solo in faccia... e si usa solo il culo, senza venire mai, senza godere... E ora va anche di moda il rapporto orale con rigurgito e vomito. Questa è la destra. Facciamo finta che ci piace. Tutti e tutte puttane. "Oh, yeah!... yeah!... yeah!".
Il punto è che a Sinistra, erede dell'ideologia "materialista" che fu, non si gode più. Sono solo capaci di discorsi isterici, anacronistici, nostalgici, sentimentali, "religiosi". La Sinistra sia l'apocalisse paradossale che sostiene Lars von Trier in film come "Antichrist", che ho visto ieri... un gran bel film (che è stato definito da una spettatrice in sala "un film orribile"... dunque da vedere). Deve disimparare ad essere cosa buona e e giusta. Non inneggiare all'europeismo degli oligarchi monopolisti. E organizzarsi sul territorio. E trovare nuovi linguaggi e pratiche.
Amen.
P.S.: (Non capisco poi come mai la Global Crossing (ovvero una succursale della CIA con referenti anche a Roma), responsabile tra l'altro di colossali truffe finanziarie, ogni volta che scrivo un post col tag politica, mi faccia visita...).
La bella notizia invece è che (mentre in Italia continuiamo a pagare balzelli assurdi alla SIAE, come il "bollino", e siamo quotidianamente criminalizzati anche se siamo solo semplici utenti e consumatori di un servizio, con le nostre modeste connessioncine a singhiozzo) in Svezia ha trionfato il Partito Pirata!... che in Italia non ce l'ha fatta, anche se potete trovarli qui...
Il punto è che in Italia è gestito con opportunismo, visto che si chiede una quota associativa ed è presieduto da un signore ex-comunista orgoglioso e dalla barba più curata di quella di Marx, ma incurante delle differenze grafiche dei simboli (il partito pirata ha una grafica nera stile anarchico e non mi pare una "goliardata", come egli sostiene... e "Sinistra e Libertà" mi auguro non sia necessariamente un progetto neo-comunista di mera rivendicazione salariale)... Prendiamo atto che gli è andata male e liberiamo il successo svedese dalle grinfie dei professionisti (o "doppiolavoristi") dell'associazionismo... che hanno allontanato dalla politica un sacco di gente qui in italia, proprio per gli evidenti fini di lucro con cui ci si muove... La libertà è GRATIS o non è libertà. Qui in Italia si replica il virus del "fottere", di cui parlavo prima, a tutti i livelli... Così, questo possibile successo oltre confine, qui diventa, come tutto il resto, un cavallo morto...
Chi volesse fondare una Città Stato qui in Italia, forse ha qualche chance di aderire all'Internazionale dei Pirati ed essere eletto.

"Quando avranno inquinato l'ultimo fiume, abbattuto l'ultimo albero, preso l'ultimo bisonte, pescato l'ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche".
Toro Seduto,
capo tribù dei Hunkpapa Sioux (Lakota)
Qui, l'addendum di "Zeitgeist"... vi ricordate? Quel video sulla religione, il crollo delle torri gemelle e le banche che ho definito un po' sempliciotto e di destra... A prescindere dalle mie critiche è comunque da vedere. Trattano del "signoraggio secondario" stavolta... la creazione dal nulla del denaro. Le solite soluzioni finali ottimistiche che vedono nella rete il nuovo messia tecnologico mi trovano (come anche nel caso della retorica di Grillo) alquanto perplesso... Facciamo pubblicità gratuita ad un mezzo che ci inculerà tutti con inusitate e invasive connessioni? Io la penso così: come in una matrioska l'informatica ingloberà la finanza (che oggi scricchiola, annunciando il suo collasso), rivitalizzandola... e l'imbroglio sarà completo. Basta truccare i dati (economici... ma anche culturali, storici), averne il monopolio, poterli rinegoziare (come già accade, tra società private e intelligence) e diffonderli spacciandoli per veri e tutti son più felici. In fondo l'intera economia monetaristica si fonda su un inganno... cosa vuoi che sia diffondere un numero impressionante di bugie. La soluzione è quella del post precedente... Spezzare le connessioni. Comunicare a due alla volta. Fare una catena.
Altra mia convinzione... Questa crisi finanziaria è stata provocata ad arte ed ha un solo scopo: creare una ristrettissima oligarchia finanziaria capace di controllare la totalità del sistema del mercato globale (e della politica, che è una merce tra le altre, in fondo...). Meriterebbero che noi tutti si restituisse alle banche la cartamoneta-debito sotto forma di cenere nelle piazze principali delle città. E dopo? La vera rivoluzione sarebbe quella di ripensare il ruolo della Banca. Che dovrebbe essere quello di un servizio che distribuisce valore, che regoli scambi senza interesse ("banca del tempo di lavoro", scambio di prestazioni e serivizi, Mutuo Soccorso, ecc...). E a noi resterebbe da capire cosa sia il valore. Certamente non i soldi. Poiché sono il nulla cosmico. La balla delle balle.
Forse il valore è ancora lo spazio "impossibile" (ontologicamente...) della comunità, il contratto politico tra individui, lo scambio di credenze e apprezzamenti relativi, senza pretese di universalità e dominio globale. Il sapere politecnico. La fine della divisione del lavoro.
Il rispetto dell'individuo, della singolarità e dell'eccezione sopra ogni cosa, è la forza centrifuga che volentieri applicherei a questa società di merda. Così, come dicono ad Oxford, when the shit will hit the fan... (n.d.t.: "quando la merda colpirà il ventilatore...").
Ti spezzerò la spina dorsale [1]
se le periferiche continueranno
a connettersi ad essa.
Che il mio alluce sappia dov'è
senza dover trapassare
midollo (H) e cuore (+)
per chiederlo all'ippocampo,
senza che attraversi oceani,
sotterranei,
prima di secernere i suoi bit
di pus e silicio.
Comunicheremo da punto a punto,
senza che il Centro lo sappia.
Io e te,
nel silenzio senza spie
della cospirazione inerte,
siamo l'inizio
di questa frattura.
Non parlo a voi tutti.
SOLO A TE
che non sei qui
nel luogo dei crocicchi
casuali ed eccitati,
esposti alla copula pubblica.
E al risveglio dal sogno
vi sarà del sangue
reale
e mura spaccate.
Nessuna spia.
Né spine, né dorsali.
Né Centro.
Solo spirali.
PS: Correte a raccogliere dati ora... e informazioni. Per farvene una ragione. Non c'è niente che vi riguardi e vi tocchi davvero, che non sia fuori di qui. Neanche questi pixel che vi invitano a bucare lo schermo, ad oltrepassare la nube elettronica, l'illusione della compattezza dei solidi.
Oppure:
inguainata e perversa
la connessione [2]
si aggirerà per
le dorsali oceaniche
a proteggere
i nostri dati
discontinui e criptati.
Ma chi ribalterà la guaina?
Chi vuoterà il sacco?
Comunicheremo scintille
al posto del codice binario.
E sabot.
[1] La "spina dorsale" di cui parlo in realtà è una metafora della rete, più adatta a descriverla in quanto essa non è così policentrica, come si decanta... E' invenzione di un mio amico, che mi ha fatto notare come la principale delle connessioni unisca USA e Europa, per poi innervarsi nei vari server.
[2] Anche la "guaina" è metafora introdotta da quel mio amico. E' riferita alla connessione che utilizza il cavo che la trasporta, per trasmettere discontinuità informatiche che non possano essere intercettate o spiate e che restino chiuse in un guscio di logica differente. Proprio come un cavetto "anomalo" all'interno di un cavo più grosso. A me è sembrata una strategia "perversa"...