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Utente: valeriomele
Nome: Valerio Mele
"Sono colui che sono", disse un Dio in vena di scherzare con un pastore che avrebbe salvato il suo popolo con svariate magie e con un serpente di rame. Sono un po' tutte queste cose... (essendo singolare eccezione del Tutto ed eccezione di quella eccezione). Mikaiah o Mikael è il mio terzo nome ("Chi è come Dio"). I miei tre nomi sono la sintesi di Corpo, Anima e Spirito. E a casa mia non si entra se non si sono lasciati altrove tutti gli spiriti maligni che molti, ahimè, nutrono in abbondanza.

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martedì, 17 novembre 2009
Per l'inconcludente vertice della FAO...


Makoutou

...Ecco un mini CD del 2007, "Li grassi leoni dell'Africa secca", che il mio compare Ugo Innamorati (voce recitante dei tre brani, su miei testi e musichette) mi invita a pubblicare in versione MP3 in occasione del vertice FAO, che ha raccolto un pressocché 
globale disinteresse... specie da parte dei metaforici "leoni" del titolo (ovvero dei paesi ricchi, delle nazioni interessate più a sfruttare nei modi peggiori le materie prime di quel martoriato continente, che a pulirsi una pur lordissima coscienza con degli aiuti umanitari atti ad arginare situazioni prossime allo sterminio di massa...).


Tratto dal più corposo
"I neutrini", questo CD racconta l'epopea di Hugh Inlove (al secolo, Ugo Innamorati), dopo la severa condanna subita per aver parodiato indegnamente l'opera del suo amico J.L. Gaudet, "Baraka" (che raccontava tra l'altro di una miracolosa danza della pioggia di un griot in un'assetatissima regione africana...). Si narra cioè dell'evasione rocambolesca via mare di Hugh (e del compianto amico Savy, alias Salvo Salviati), dell'incontro con la canterina regina di Atlantide, fastidiosissima soprano, e del suo ritorno a casa, accolto dal suo cane che stenta a riconoscerlo...

Per chi avesse l'ardire e la pazienza di seguire questo simpatico delirio, ecco i
testi...

 



Postato da: valeriomele a 19:29 | link | commenti
musica, racconti, patafisica, cd miei - i neutrini, ugo innamorati

domenica, 08 novembre 2009
Il feto-monolito e lo schizo-capitalismo

Stanotte, dopo aver letto le terribili storie intorno ad Antonin Artaud, di torture, elettroshock, quando era in vita... e delle aspre contese, seguite alla sua morte, tra la sua famiglia e i suoi amici surrealisti, per contendersene i deliri e i segreti, raccontate da Sylvère Lotringer (e ripensando ai deliri del poeta francese circa madri, sorelle e feti, ai tentativi disperati di ricostruzione di un io, dopo i mancamenti a se stesso impostagli elettricamente in manicomio) ho fatto un sogno. Ecco un esempio di "maculata concezione" (come scriveva Artaud):


Ero nella stanza da letto, la mia, ma era anche quella di mia madre... così, in un angolo a destra della testata del letto avevo il mio alambicco e nell'angolo a sinistra la foto del Matrimonio di mia Madre poggiata su un comò... Mia Sorella è accanto al letto in piedi a far da testimone, come fosse un mio Doppio al femminile.
  Ad un certo punto, al posto dell'alambicco, mia Sorella vede qualcosa, che mi indica... Mi giro e vedo un Feto in levitazione. Stessa cosa dall'altro lato al posto della foto del Matrimonio. Il fatto è che questo feto (che era unico anche se erano due) si muove, ma è invisibile... pur conservando la "tangibilità". Intuendo questo, cerco di fermarlo prima che mi raggiunga (il suo potere è quello di paralizzare, impedire di parlare o gridare... oltre a quello consueto di "cinturare elettricamente" il ventre come descrisse Strindberg in "Inferno"). Al tatto è come un parallelepipedo... la cui luce nera mi ricorda il monolito di "2001 odissea nello spazio"... Vedo chiaramente che (l'evento palingenetico, l'
ecce puer) la nascita del Messia è in realtà un incubo spaventoso... che si dilegua quando Mia Sorella mi conferma di aver assistito anche lei all'orribile prodigio... smentendo così ogni possibile ipotesi di un mio personale delirio. Io arresto la scena con un "Nel nome del Padre..." di rito
(sembra essere tutt'ora il metodo più efficace per imporre un ritmo ternario al Dualismo insorgente), che riporta tutto all'ordine e al risveglio.

Giger - "Dead babies"
Ne derivano alcune considerazioni. Non trovo in questo alcuna novità rilevante circa la mia composizione simbolica di fondo (fatta di insofferenza nei confronti delle logiche patriarcali e di orripilazione per le poltiche del desiderio materno di fallicità - di gestione del Figlio come fosse un Fallo - vissute come minaccia alla mia stessa Vita, tramite un mio rimpiazzo con un Sostituto... il FETI-cismo insomma, la merce al posto di ME)... ma vi è piuttosto la suggestione di un Dualismo senza ordine, né condizione sopportabile, che si oppone con tutte le forze ed in modo imprevedibile, irragionevole, distruttivo, invisibile e spettrale (quasi come incarnasse un principio del Male) ad un Sistema teso (sino allo spasimo, fino a lacerarsi) alla pacificazione, basato sul Terzo (ciò che possiamo immaginare come lo Stato, un ordine simbolico, la perfetta costruzione di una metafisica come quella di S. Tommaso d'Aquino, ecc...). E questo scenario non è... personale.

  E' lo scenario messo in campo, per esempio, dalla Guerra al Terrorismo, in cui, dietro un'apparente gestione razionale degli eventi, si cela un mostro di innesti e proliferazioni (traffico d'armi, patti trasversali, campi di reclutamento, centri di addestramento, ma anche, sul fronte interno... "comunità", sette, gang, bande...) nel tessuto stesso della società, che si pretende Razionale e che si suppone esista (pur essendo una sorta di finzione scenica, la rappresentazione di un ordine semi-naturale, un sostrato mitico su cui adagiare il corpo-in-frammenti del sistema; a mio avviso non vi è mai stato alcun "contratto sociale"... come sostengo in questo commento 22). Dunque questo Dualismo terrorista, questa Eccezione del Diritto, quando rivela la sua verità oscena, nascosta dal Sistema che la copre e la supporta occultamente, sembra presentarsi come fosse la Realtà... Ma è un mostro creato in laboratorio... Ora, nel mio sogno, questo mostro, voleva sostituirsi al MIO laboratorio, alla mia coscienza (rimbalzata tra maschile e femminile e che trova la sua provvisoria unità nell'uovo alchemico). Ma non c'è risucito, evidentemente...

  In quale scenario ci si muove?

Più o meno quello labirintico, spettrale e cannibalico di Pacman... che ha in sé la simpatia finta di uno smile.
E' il capitalismo... che mira ad integrare nella sua composizione onnivora, come di una zucca decomposta che rinasce da sé materializzandosi qua e là, anche i deliri della schizofrenia, una volta letti come rivoluzionari (da Kristeva, Deleuze, per esempio) ed ora integrati (in qualche modo) nei circuiti del sistema.

Sylvère Lotringer scrive una sorta di requiem della resistenza possibile (prendendo le distanze dagli inviti insurrezionali di qualche "invisibile" gnostico contemporaneo, che pur conserva un notevole acume... se non fosse che è il capitale stesso a spingere verso le barricate e ad inventare scenari alla "Terminator"):

"Cosa si può intendere con resistenza? Resistenza al capitalismo? Ma con il capitalismo abbiamo a che fare con una nozione molto artaudiana: è ovunque e in nessun luogo, si tratta infatti di un concetto confuso, anarchico, come Eliogabalo, ti volti e non è più lì dove si trovava. Non si ha nel capitalismo una progressione logica o prevedibile, è qualcosa di affine alla follia. E come si può pensare di combattere la follia? Ci si può solo rendere conto che non si ha a che fare con qualcosa di umano, perché non è un sistema concepito per essere al servizio dell’umanità. Tutto ciò ricorda la storia dell’apprendista stregone: il capitalismo, si badi bene, è sempre esistito, ma nelle società primitive era sottoposto a tutta una serie di limiti e costrizioni, ma noi abbiamo, per così dire, lasciato uscire il genio dalla lampada e finirà per distruggere l’intero pianeta. L’avidità di profitto, la speculazione rovinano anche le migliori intenzioni, per cui anche un’industria ecologica, nonostante i suoi obiettivi positivi, viene sovvertita dalla logica cui obbedisce, logica che finisce per rafforzare il capitalismo. Gli stessi concetti con cui si confrontavano Artaud e Bataille risultano obsoleti rispetto al capitalismo contemporaneo, che finisce per produrre degli zombie soddisfatti di sé, i quali non si chiedono neppure in che direzione procedono. Ne risulta una sorta di Grand Guignol dove nessuno ha più coscienza, ad esempio, del fatto centrale che la sua vita è limitata. C’è qualcuno che prevede ancora fasi di rivolta, come ne l’Impero di Antonio Negri, ma non condivido questa visione ottimistica poiché, nonostante vi possano essere evoluzioni inattese come imprevisto fu il maggio del Sessantotto e il mito che ne originò, oggi mancano dei miti sufficientemente forti. Il capitalismo stesso si presenta come un mito e riesce a suscitare, come tale, degli affetti ma non si tratta di affetti che posseggono alcunché di autentico".



Postato da: valeriomele a 04:16 | link | commenti
politica, sogni, religione, filosofia, alchimia, psicanalogica, posizioni politiche

mercoledì, 04 novembre 2009
Ma non era meglio il Pesce?




 
MAESTRA - Bambini!... ma... perché avete crocifisso il vostro compagnetto finlandese alla parete?

ALUNNO - Voleva togliere il crocifisso signora Maestra...


In un Paese che dà come notizia del telegiornale (TG1...) prima la morte della stigmatizzata
Natuzza Evolo (che si vuole santa subito) e poi quella del centenario antropologo Claude Levi-Strauss in BrasileClaude Levi-Strauss (strenuo oppositore di ogni forma di etnocentrismo), c'è da aspettarsi anche un Bersani, segretario della "sinistra" collaborazionista, che difende l'esposizione del crocifisso nelle scuole come "un'antica tradizione"... come "buonsenso" (''Penso che su questioni delicate come questa, qualche volta il buonsenso finisce per essere vittima del diritto. Un'antica tradizione come il crocifisso non puo' essere offensiva per nessuno'')... E' forse per questo che i ragazzi che sento la mattina negli autobus smadonnano e bestemmiano in continuazione?
Oppure vogliamo conservare l'antica tradizione per chi prega in silenzio: "Gesù, fa che non mi interroghi..."? E poi: ma "buonsenso" DE CHE???

Cazzarola, basta!... 'sto simbolo è usurato da millenni di stermini e di antropocentrismi criminali... Se si vuole adorare Cristo ci sono le chiese e sono anche tante! E continuano imperterrite a rompere i timpani con le loro campane...

Questa insistenza nel marcare il territorio con la croce, l'incenso, le processioni, prediche onnipresenti, raduni di vescovi che monitano ed assurdi privilegi, ha solo un nome: ARROGANZA!... è mancato rispetto delle minoranze, di chi non la pensa come gli ispiratori del Sacro Romano Impero, detentori della Verità...

da una copertina dei Bad ReligionE lo dico io, che credo comunque nella potenza di quel simbolo (che non è molto usato nel senso in cui lo intendo, evidentemente...). Ma quel che proprio è inaccettabile è l'imposizione, anche a chi è di altre confessioni, del figlio dell'uomo appeso ai quattro angoli del cosmo, fissato perennemente ad una sola delle fasi della sua vita... quella del supplizio della croce.  Che ancora di questi tempi (e non solo... se si pensa a crociate, sterminio degli indios e inquisizione...) continua ad essere brandita come un martello, come un manganello...

Questo simbolo non è più il fondamento della nostra civiltà... Oggi i cristi si bombardano e si ammazzano senza neanche guardarli in faccia, in nome della "civiltà" e nel silenzio colpevole della Chiesa... E questi preti indignati, questi politici a caccia di voti, questi IPOCRITI, sono la VERGOGNA dell'umanità.

Vi posso riconoscere l'ossatura simbolica di tutto l'edificio Occidentale (del Grande Terzo, dello Stato), ma è proprio questo il punto... Credo che quell'edificio poggi su fondamenta marce... E' come se non si possa contare "1, 2, 3, 4, 5, 6, 7... ecc", ma solo "3". Basta, no? Cambiamo ogni 2000 anni almeno!... Un po' più di fluidità... Tutto scorre... Che si parli di altro, che si vivacizzi l'intelletto, invece di svilirlo e obnubilarlo nell'analfabestismo miracolante...

Così, Filosofico.net su Claude Levi-Strauss: "Egli rifiuta, dunque, ogni forma di etnocentrismo, in quanto ogni cultura realizza soltanto alcune delle potenzialità umane. Questo significa abbandonare ogni forma di umanesimo e di stoicismo, ossia respingere l' equivalenza, dominante nel mondo occidentale, tra le nozioni di storia e di umanità: la storia è soltanto una delle scelte possibili che gli uomini possono compiere".

René Magritte - L'invenzione collettiva
 



Postato da: valeriomele a 11:34 | link | commenti (7)
politica, religione, analogica

domenica, 01 novembre 2009
La somma delle parti è maggiore del tutto | Tele Aristo


tele-aristo 
Ovvero: il noto aforisma di Aristotele ribaltato...

Tutto ciò credo abbia a che fare con il
calcolo infinitesimale (numeri iperreali e duali compresi) e i paradossi di Zenone (ma riproposti in chiave anti-parmenidea...), certi paradossi della fisica quantistica, nonché, in particolare, con un post di RAV che tratta, tra l'altro, anche della maschera più o meno scomoda che portiamo... e che continua a non calzare... niente da fare...



Postato da: valeriomele a 20:00 | link | commenti (6)
filosofia, aforismi, alchimia, patafisica, analogica

domenica, 25 ottobre 2009
L'Arma del ricatto e il trans-politico.


Il caso Marrazzo, caso in cui, a mio avviso, scivola soprattutto l'Arma dei Carabinieri, che noi di solito si reputa un corpo irreprensibile, virtuoso e integerrimo, ma che in questa circostanza ha visto quattro suoi militari portare avanti un sordido ricatto (non è la prima volta che assistiamo a simili "scivoloni" indifendibili, se pensiamo a Genova e alle trattative con la Mafia, al golpe Borghese...), mi induce a citare Baudrillard, a proposito della sua categoria del "transpolitico":

"Il corpo sessuato è consegnato oggi ad una sorta di destino artificiale. E un tale destino artificiale è la transessualità. Transessuale non nel senso anatomico, ma nel senso più generale di travestito, di gioco della commutazione dei segni del sesso e, opposto al precedente gioco della differenza sessuale, di gioco dell'indifferenza sessuale, indifferenziazione dei poli sessuali e indifferenza al sesso come godimento. Il sessuale viene fatto poggiare sul godimento (è il leitmotiv della liberazione), il transessuale sull'artificio, sia che si tratti di cambiare sesso, sia che si tratti del gioco dei segni dell'abbigliamento, dei segni morfologici, gestuali, caratteristici dei travestiti. In ogni caso, operazione chirurgica o semiurgica, segno o organo, si tratta di protesi e, oggi che il destino del corpo è quello di diventare protesi, è logico che il modello della sessualità diventi la transessualità e che questa divenga ovunque il luogo della seduzione.
Siamo tutti transessuali. Così come siamo dei mutanti biologici potenziali, siamo dei potenziali transessuali. E non è una questione di biologia.
Siamo tutti simbolicamente dei transessuali".

E ancora:

"Ognuno cerca il proprio look. Dato che non è più possibile trarre argomenti dalla propria esistenza, non resta altro che fare atto d'apparenza senza preoccuparsi di essere, né tantomeno di essere guardati. Non già: esisto, sono qui, bensì: sono visibile, sono immagine - look! look!
Non è neppure narcisismo, è un'estroversione senza profondità, una sorta di ingenuità pubblicitaria in cui ciascuno diventa l'impresario della propria apparenza".

E infine, a proposito degli effetti iperrealisti della "liberazione sessuale":

"Una volta passata l'orgia, la liberazione avrà lasciato tutti alla ricerca della propria identità generica o sessuale, con sempre meno risposte possibili, data la circolazione dei segni e la molteplicità dei piaceri. E' così che siamo diventati dei transessuali. Così come siamo diventati dei transpolitici, cioè degli esseri politicamente indifferenti o indifferenziati, androgini ed ermafroditi, che hanno investito, digerito e rigettato le ideologie più contraddittorie, che portano ormai solo la maschera e che sono diventati, nella nostra testa, forse a nostra insaputa, dei travestiti del politico".

(da "La trasparenza del male - Saggio sui fenomeni estremi", del 1991, capitolo: "Transessuale", di Jean Baudrillard )

Al di là del senso di ineluttabilità che trasuda insopportabilmente e nauseante dalle analisi deliranti di Baudrillard (giustificate anche dall'esergo: "Dato che il mondo prende una piega delirante, dobbiamo adottare un punto di vista delirante")... quest'uomo patetico (nella foto accanto) che ostenta il suo look salmonato senza macchia né interiorità, ben studiato, puramente pubblico, come ha ben evidenziato il blog Kelebek in un suo
post, è un esempio di "transpolitico", di indifferenza al senso, di artificio, di simulazione... ed è nello spirito della contemporaneità... Se non fosse per la sua insistenza penitente-clericale, molto italica ahimè, su termini come "debolezza" per definire (la sua passione per quell'artificio della merce-corpo che si rivela abbagliante in un trans o) la sua passione per l'indifferenziato... o l'indifferenza per le passioni. Come indifferenziati sono i rifiuti che finiranno nell'inceneritore di Albano, a due passi dal Parco dei Castelli Romani, di cui lui ha approvato (sotto ricatto?) la costruzione la scorsa estate. E rifiuto indifferenziato lo sarà anche lui a questo punto... a meno che non si riciclerà, divenendo la bandiera delle minoranze trans-gender... o andandosene anche lui all'Isola dei Famosi.

A questo punto, per coerenza col trionfo dell'artificiale in politica, potrebbe essere proposto un trans alla presidenza della Regione Lazio al posto di Marrazzo. Qualcuno finto, come per altri versi lo è anche Berlusconi... purché non sia ricattabile, in quanto già abbastanza "trans" (semiurgicamente o chirurgicamente) in partenza... (dunque non soggetto a gossip e moralistici scandaletti di provincia... ma qui da noi è il Vaticano che non rende possibile il sincero manifestarsi della mostruosità del "transpolitico", una forma "perfetta", totalitaria, carnivora, del potere... pena la fine della credibilità delle favole morali che garantiscono anche i privilegi clericali).

La mia personale opinione è che, contro i deliri della governance post-moderna, debba ritornare (anche contro le fantasie barocche di Baudrillard, che sono "trans" per certi versi, con la loro proliferazione di termini, come fossero protesi da rivendere...) la virulenza di una critica ideologica questa volta sensibilissima (alle minime distorsioni di prospettiva) e, soprattutto, distruttiva nei confronti degli attuali inaccettabili modelli economici e politici.
  Una strategia di attacco progressiva, dall'interno, dall'esterno, virale... che si imponga come dis-credito e s-fiducia e rilancio, nel contempo, della strategia e della teoria. Che combatta la sua guerra sul terreno di scontro principale, al momento: quello virtuale, cognitivo... quello delle scelte individuali, quello della lotta alle molte dipendenze che ci impone la mercificazione compiuta (o quasi) del mondo, dei corpi e delle pratiche ad essi relative. E della resistenza alla guerra degli apparati di stato (o delle macchine, o di certa tecnica) contro gli individui, intrapresa sotto il nome pretestuoso, inquietante, genocida e destabilizzante di "guerra al terrorismo".




Genesis P. Orridge alla Regione Lazio!

GenesisP-Orridge 
   



Postato da: valeriomele a 19:49 | link | commenti (2)
politica, filosofia, virtuale, patafisica, analogica, posizioni politiche

mercoledì, 21 ottobre 2009
Ho sognato che il tempo aveva invertito il suo corso...

...anche se era un fenomeno che si mescolava alla normale linearità del tempo che porta da un passato ad un presente attraverso questo ponte o (come direbbe la Arendt) questa "breccia" del presente. Anomalie del tempo all'incontrario qua e là. Preannunciate da un'altro sogno in cui...

...mi ritrovavo in una bella casa grande, in una festa tra amici, modello festa liceale, dove suonava un gruppettino rock: i Led Zeppelin...
John Bonham, batterista dei Led ZeppelinIn una pausa tra una suonata e l'altra mi ritrovo accanto nientepopodimeno che John Bonham... il batterista morto dei Led Zeppelin... e lo indico alla mia ragazza:
- Ma lo sai chi è questo "monumento" qui vicino?
- No, chi è?
- E' John Bonham!
Gli sorride, ammirata... e lui si schernisce, dicendo qualcosa in inglese, davanti al suo boccale di birra.


Peccato che sia un morto che si è introdotto nella breccia del mio presente (anche se onirico). Infatti i problemi sono continuati nel sogno di stanotte. Ma erano molti di più i guai...

Oggetti che volavano venuti dal futuro, i morti di domani che invadevano a tratti il tempo presente... a volte erano le persone stesse che diventavano i morti che sarebbero stati... ma erano vivi... ed era normale...

come non lo è l'idea che l'ombra possa precedere la luce (cosa che sappiamo essere poco comprensibile, per le nostre menti attratte anche in modo pre-logico dalla luce e, d'altro canto, spaventate dall'ombra, dal buio... abituate a pensare il positivo prima del negativo, in quanto è su quel versante che noi riteniamo di essere... in quel che "c'è", nell'esistente...).

Insomma era tutto un pullulare di morti viventi e umani che improvvisamente si divoravano l'uno con l'altro... Cunicoli avveniristici e catacombe. Rovine e agguati nell'ombra... Ma nel complesso tanta luce e tanti colori... Io difendo il mio sonno e la mia incolumità nel sogno con l'arma vincente della mia adolescenza: "Non esistete...". E tutto perdeva potere e si dissolveva... in un paesaggio diurno di rovine e macchine fantascientifiche che volteggiavano qua e là insieme a pteranodonti e biciclette.

Cosa vuol dire? Che la linearità che conosciamo del tempo è frutto di una "decisione" che noi ogni volta confermiamo? di una "decisione" in cui siamo presi come coscienza, linguaggio, corpi, materia, ecc...? Quella che da qualche tempo i fisici chiamano l'asimmetria della materia e a cui, in precedenza, un'inattuale e sovreccitato Nietzsche (scorgendola sotto le sembianze di un gorgo infinito che tutto riconferma) non potè far altro che "dir di sì"? Non fosse altro che per l'abisso che vi aveva intravisto...

O semplicemente è un riflesso del fatto che qui in Italia non si capisce più niente e tutto sembra essere mischiato e sottosopra?

Oppure si tratta di miei personali timori circa il futuro?

Eppure non avevo mangiato pesante...
 



Postato da: valeriomele a 00:39 | link | commenti (3)
racconti, sogni, filosofia, alchimia, psicanalogica

domenica, 18 ottobre 2009
Chiavi?

Sembra incredibile, ma questo blog è stato raggiunto dalle seguenti chiavi di ricerca:

- La donna non è fatta a somiglianza di dio
-
Pompino gnostico
-
Come fottersi per sempre


Ora mi chiedo... com'è un rapporto orale gnostico? Ha a che fare con l'essere aspirati dal
Pleroma a partire dai genitali? Oppure... chi mai pensa a "fottersi per sempre"? E vi sarebbe del godimento in questo? Per non parlare della misoginia metafisica che pure non ho assolutamente espresso in questo blog...

PS.: Aggiungerò qui di volta in volta le chiavi più "particolari"...

domenica 18 ottobre 2009, ore 17:41. Non ho fatto in tempo a parlare, che un esperto di (pata)fisica quantistica mi cerca con un'altra chiave: l'ombra è piu veloce della luce.

domenica 25 ottobre 2009, ore 20:57
. Di domenica sembra siano più creativi, e qualcuno cerca: lo sperma sintetico



Postato da: valeriomele a 13:58 | link | commenti (3)
virtuale, patafisica

giovedì, 15 ottobre 2009
Forse c'è un eccesso di minchiate?

Il Tremonti nazionale, al congresso nazionale degli psichiatri (?), pronuncia frasi che vorrebbero spingerci ad inneggiare ad una "sana" censura:

"Credo che un eccesso di informazione può essere deteriore".

E tutto questo dopo le osservazioni della UE riguardo alla situazione disastrosa dei conti pubblici italiani (dopo il nuovo record del deficit). Tremonti è il solo al mondo a sostenere (con misteriose deduzioni del tutto personali) che l'Italia sia "a medio rischio". E suggerisce così anche lui il metodo del rincoglionimento cognitivo stile PNL (il ben noto "ottimismo"...) per negare la crisi e permettere alla lobby che rappresenta, di continuare imperterrita a saccheggiare le casse dello stato, approfittando dell'ignoranza (o della dabbenaggine) dei cittadini-consumatori.

Loro penseranno a risolvere il "problema" dell'eccesso di informazione, magari con nuovi psicofarmaci o con altri tagli (censorei)... che virtualizzeranno ulteriormente la percezione italiota della realtà.

"Su, coraggio, sta ferma... fa un po' male, ma vedrai che dopo mi ringrazierai".




Postato da: valeriomele a 16:14 | link | commenti
politica, satira insensata